Tra narcisismo sociale e psicopatia: Ripley, la serie TV su Netflix

da | Set 4, 2024 | Cineblog

narcisismo sociale ripley

Una serie TV che ben ci aiuta a rappresentare la tematica del narcisismo sociale è Ripley.

La trama si svolge in 8 episodi nella New York degli anni Sessanta e segue le vicende di Tom Ripley. Ripley è orfano, dipende ancora economicamente da una zia, che non è mai stata amorevole o attenta nei confronti del ragazzo, vive di piccole truffe, che effettua senza il minimo scrupolo morale, sentendosi un diseredato da tutti i punti di vista.

Viene quindi avvicinato da un investigatore privato assunto da Herbert Greenleaf, un ricco uomo d’affari che crede che il protagonista sia amico del figlio, Dickie. Tom accetta l’incarico di riportare Dickie dalla sua facoltosa famiglia, non rivelando di non avere in effetti mai conosciuto Dickie. Parte per l’Italia e l’incontro con il rampollo dei Greenleaf sulla costiera campana darà il via a un insidioso piano da parte di Tom, che porterà a intrighi e crimini efferati. 

Il cast include attori come Andrew Scott nel ruolo di Tom Ripley, Dakota Fanning nel ruolo di Marge Sherwood e Johnny Flynn nel ruolo di Dickie Greenleaf.

La storia è molto conosciuta grazie anche al film “Il talento di Mr Ripley“, con Matt Damon e che valse a Jude Law un Premio Oscar come Miglior Attore non protagonista.

Caratteristiche triade scura: narcisismo machiavellismo psicopatia

La triade oscura è una teoria psicologica della personalità, pubblicata la prima volta da Delroy L. Paulhus e Kevin M. Williams nel 2002, che descrive tre tipi di personalità particolarmente offensivi, sebbene non patologici, ognuno dei quali è chiamato ”oscuro” perché gli vengono attribuite qualità considerate maligne.

I tre tratti della triade oscura sono concettualmente distinti tra loro, sebbene l’evidenza empirica dimostri la loro sovrapposizione. Sono associati a uno stile interpersonale insensibile-manipolativo.

  • Il narcisismo: caratterizzato da grandiositàorgoglio ed egoismo.
  • Il machiavellismo: caratterizzato dalla manipolazione e dallo sfruttamento degli altri, da un cinico disprezzo per la moralità e da una concentrazione sull’interesse personale e sull’inganno.
  • La psicopatia: caratterizzata da continui comportamenti egoistici, insensibilità e sadismo, mancanza di empatia e rimorso.

I tratti sopra citati rispecchiano perfettamente le caratteristiche del personaggio di Ripley: Il mondo mi deve qualcosa e me lo prenderò, tematica narcisistica di un senso di diritto, entitlement, che può diventare francamente predatoria; anche la freddezza emotiva e l’appiattimento affettivo sono restituiti perfettamente dall’attore, che concilia aspetti sinistri, con maniere affabili, non mostra apertamente rabbia, tende a non agitarsi anche quando i suoi piani stanno per essere scoperti, rappresentando la maschera psicopatica.

La maschera della riuscita sociale

In questo modo, gradualmente, il personaggio di Tom si infiltra nella cittadina italiana, nella vita di Dick, dopo averlo minuziosamente studiato. Nel corso di quello che potremmo definire un periodo di emulazione e mirroring, ne impara i modi e gli atteggiamenti e così costruisce alla perfezione la sua maschera. Dickie, da suo canto, ha forse bisogno di un fratello, un amico fidato, che non ha sinora trovato nella compagnia di giovani americani ricchi. Inoltre Dickie ha un rapporto con una ragazza, ma molto superficiale (tanto che lei non lo cerca quando lui gli dice che se n’è andato) e ritiene di essere un artista incompreso, anziché un uomo d’affari come lo vorrebbe il padre. Tom quindi lo rassicura nei suoi tentativi di svincolo da un’ingombrante famiglia. Coglie anche questi aspetti di fragilità dell’autostima e il peso in Dickie del conflitto di lealtà alla famiglia e cerca di rassicurarlo, pur, in cuor suo, ritenendolo un pittore mediocre.

Assistiamo quindi a un vero e proprio love bombing, fatto di favori, complimenti, elogi.

Per questo quando qualcuno cerca di unirsi alla coppia di amici, Tom fa in modo di evitarlo o depistarlo, mantenendosi centrale nella vita di Dickie. Quando il ragazzo riacquista lucidità sulla manipolazione di cui è vittima, Tom elimina anche lui e ne assume a tutti gli effetti l’identità (con relativo passaporto falso) e si presenta come Dickie a chi non lo ha conosciuto.

La riuscita sociale come riscatto dalla vulnerabilità

Tom raggiunge i suoi obiettivi, spostando sempre più in là il traguardo, proprio per la sua adesione al personaggio rubato e perché si presenta con tratti gradevoli e caratteristiche socialmente accettabili (non certo come un pericoloso maniaco assassino) . Vi è una piena integrazione (solo formale e quindi utilitaristica e fasulla) nella vita dei suoi bersagli, ottenuta nei modi già citati, ma grazie anche a tratti di narcisismo vulnerabile.

Tom, infatti, ha un vissuto da vittima, come fanciullo trascurato, isolato e disprezzato dalla zia affidataria e trascorsi umili e svantaggiati, da cui si vuole riscattare.

Ostenta dunque calma e freddezza, dovute anche alla mancanza di empatia e di rimorso tipici della psicopatia, oltre all’apparenza a tratti vulnerabile, che lo rende, a maggior ragione, socialmente insospettabile.

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