Mothers’ Instinct (Istinto Materno, un film del 2024) è un thriller psicologico, remake di Doppio sospetto, film del 2018 diretto da Olivier Masset-Depasse, a sua volta ispirato al romanzo Oltre la siepe di Barbara Abel.
Oltre il concetto di istinto materno
In un ricco quartiere residenziale dell’America degli anni ’60, le perfette vite di due donne e vicine di casa, Céline (Anne Hathaway) e Alice (Jessica Chastain), vengono presto turbate da un tragico incidente. Alice e Céline sono migliori amiche, così come i loro rispettivi figli, Theo e Max, apparentemente felici della realtà familiare che le circonda. In pochi istanti, una mattina, il piccolo Max muore per un incidente.
Da questo momento tutto cambia, Céline allontana tutti dalla sua vita, inclusa Alice in un primo momento, per un accumularsi di sensi di colpa e non detti. Decide di lasciarsi aiutare da Alice ad affrontare il lutto e si avvicina sempre più morbosamente al figlioletto dell’amica.
Nonostante i sospetti siano tanti e solo Alice sembri vederli, alla fine si convince anche lei dell’innocenza delle intenzioni di Céline e le dà la possibilità di avvicinarsi fin troppo alla sua famiglia, segnando così l’inizio della fine in un gioco pericoloso, in cui ogni azione è giustificata dalla mancanza del limite.
Riflessioni sul film: il contesto sociale
Servendosi dei toni pastello dell’America degli anni ’60, si porta lo spettatore a interrogarsi sui temi della maternità, del ruolo materno, della realtà familiare, il tutto incorniciato dall’ingannevole visione della vita familiare perfetta di due donne americane, circondate da benessere materiale, privilegio e apparente serenità. Questa situazione idilliaca viene turbata sin dalla prima scena, che già insinua il dubbio che dietro quei colori rassicuranti si celino delle sfumature opache.
Nei primi minuti del film si trova la riflessione sul ruolo della donna negli anni ’60. Qui il marito di Alice continua a chiederle un secondo figlio, mentre lei non desidererebbe altro che tornare alla sua professione di giornalista, interrotta dalla nascita del primo figlio. Si scoprirà poi che Alice ha affrontato una grave depressione postpartum. La maternità, allora, non è solo quel sogno patinato che sembra. Le due protagoniste chiacchierano in disparte, mentre i loro mariti parlano di aspetti più concreti: sono allora due donne allo specchio. Cèline vorrebbe aiutare l’amica a tornare alla sua carriera, lei che appare finalmente soddisfatta dell’unico figlio che ha potuto avere e che non potrà averne altri per problemi permanenti legati al parto.
Proprio Céline, che è apparentemente felice della sua vita e soddisfatta del suo unico ruolo sociale di madre e moglie, in seguito alla tragica morte del figlio cade preda di una follia psicotica, dovuta alla terribile perdita, ma che si traduce anche nella perdita di se stessa. Una volta perso un figlio, Céline perde il suo posto nel mondo, e si sente vuota. Allora elabora un piano folle e morboso, che le permetta di recuperare quel ruolo sociale.
Le conseguenze estreme dell‘istinto materno
In Mothers’ Instinct il presunto istinto materno può andare ben oltre il solo amore per i figli, diventando ossessione, tensione psicotica e distruttiva.
Il film porta all’estremo ciò che potenzialmente risiede all’interno di ognuno, cioè la mancanza del limite nel desiderio di ripristinare una situazione in cui ci sentiamo bene, a nostro agio, visti e riconosciuti dagli altri, utili nelle aspettative del nostro ruolo sociale. Una tensione narcisistica che può andare ben oltre i sentimenti di affetto infinito per coloro che amiamo e che dipendono da noi.
Nel film diventa una forza cieca che realizza il contrario di ciò che vorrebbe. Solo l’apparenza a quel punto conta, dietro all’immagine non c’è possibilità di riscatto, ogni personaggio ne rimane.
Forse la soluzione, che il film indica, è la capacità di fermarsi, anteponendo la propria umanità alle immagini sociali stereotipate, grazie a una spinta a mettere in discussione la propria identità più profonda.
