Il narcisismo come stile o tratto di personalità è in aumento nelle società occidentali (Yeomans, 2023). Nelle consultazioni con i partner di persone verosimilmente narcisiste, ci si imbatte sempre più spesso in sintomi di disagio, che sembrano formare una vera e propria sindrome.
È importante riconoscere i segni di quello che giunge a costituire un vero e proprio abuso narcisistico per poter aiutare le vittime.
Chiunque può essere vulnerabile alla manipolazione da parte di un narcisista patologico, ma ci sono persone che più facilmente sembrano essere manipolate da una persona con questo funzionamento.
Qui tratterò le modalità relazionali di stampo narcisistico nelle relazioni sentimentali (questo tipo di manipolazione può trovarsi, però, anche nell’ambito lavorativo e amicale).
Che sintomi sperimenta una persona che è vittima di abuso narcisistico?
La dr.ssa Ramani, psicologa clinica statunitense e autrice di libri sul narcisismo patologico, parla dei seguenti sintomi:
- Dubbi costanti sulla realtà interna e esterna del soggetto
- Senso di impotenza
- Senso pervasivo di insicurezza
- Confusione, paura di impazzire o di perdere il contatto con la realtà
- Sentimenti depressivi e ansiosi
- Disturbi del sonno
- Vulnerabilità a sintomi psicosomatici
- Ridotta qualità della vita e minore efficienza nelle attività quotidiane (relative al lavoro, alla cura di sé e dei propri cari e agli hobbies).
Lo stress della situazione abusiva dal punto di vista organico porta a uno stato di infiammazione cronica che impatta (come altre situazioni di conflitto e di abuso) sul sistema immunitario, rendendo vulnerabili a diversi quadri patologici.
Il fenomeno principale al cuore di questo tipo di relazione è quello del gaslighting, cioè della (più o meno intenzionale) negazione del senso di realtà della vittima. Il termine viene da Gaslight, tradotto in Angoscia, film del 1944 in cui una donna, interpretata da Ingrid Bergman, viene portata sull’orlo della follia dal marito.
“Non l’ho mai detto, non è mai successo, sei pazzo/a!”: la persona che riceve questi messaggi manipolatori non può credere alla manipolazione in atto perché si tratta di una relazione significativa e questo la porta a dubitare delle proprie percezioni.
Quando confrontati con le prove, i manipolatori tendono a rispondere: “sei troppo sensibile”. Oltre al dubbio indotto sulle proprie percezioni si aggiunge, quindi, una svalutazione delle capacità della vittima.
Il bersaglio della manipolazione spesso si arrende emotivamente, così che il manipolatore prende il controllo del rapporto.
Si tratta quindi di un pattern relazionale che comunica sostanziale disinteresse nei confronti della vittima, sistematicamente invalidata (nei casi più gravi di fatto disumanizzata) e oggetto di uno stress significativo. Il pattern, quindi, è costituito da:
- Invalidazione persistente
- Mancanza di connessione emotiva e compassione
- Mancanza di rispetto e reciprocità
- Freddezza emotiva e indifferenza verso la vittima, che, come conseguenza, presenta le 8 aree di sintomi citati sopra, sino al disturbo post traumatico da stress conclamato (PTSD)
Come scorgere dunque i segnali di abuso narcisistico in una persona a noi vicina?
Quando il nostro interlocutore appare ritirato, triste, non parla volentieri delle difficoltà nella propria relazione e/o tende a assumere le difese del partner manipolativo, potrebbe esserci dietro una situazione di vero e proprio abuso.
D’altra parte lasciare una relazione abusante non è sempre facile. Le vittime possono spesso sentirsi confuse, avere alle spalle tentativi non riusciti di allontanarsi dal partner, ri-vittimizzazioni conseguenti alla rivelazione dell’abuso a professionisti non formati sul tema o a conoscenti in comune che prendono le parti dell’abusante, avere maturato l’idea che il partner potrebbe cambiare e temere che in seguito alla separazione ci si troverà soli/e (mentre il partner riuscirà a cambiare e a essere felice in una nuova relazione).
La terapia individuale è importante, mentre il percorso di coppia è in genere poco consigliato, a meno che ci si affidi a terapeuti estremamente competenti e pronti a riconoscere i segnali dell’abuso psicologico ad opera di una personalità narcisistica.
Se si decide di rimanere in una relazione di questo tipo la cosa più importante è mantenere aspettative realistiche sul grado effettivo di empatia del partner narcisista. Infatti la preoccupazione autentica per l’altro non è contemplata nello stile relazionale rigido di persone con questi tratti. Anzi vi è sempre una qualità ampiamente strumentale in queste relazioni. Inoltre è necessario essere chiari con se stessi sulle motivazioni della decisione di proseguire la relazione (in genere sentimenti di insicurezza e impotenza, che sono relativi a questioni anche pratiche); evitare di farsi ingaggiare in discussioni che rendono vulnerabili a attacchi; mettere in atto, ove possibile, strategie come il grey rocking, cioè rimanere neutrali (come una pietra grigia, di qui la definizione) di fronte a provocazioni per non essere di nuovo oggetto di invalidazione; evitare di difendersi di fronte alle colpevolizzazioni (le spiegazioni rendono vulnerabili a nuovi attacchi).
Fondamentale, dunque, la tecnica DEEP per proteggersi emotivamente, della dr.ssa Ramani:
Don’t Defend, don’t Engage, don’t Explain, don’t Personalize
Non difendersi, non farsi ingaggiare, non spiegare, non prenderla sul personale
Poiché i confini sani non sono facili da attuare nei rapporti con dinamiche psicologiche manipolatorie, è necessario arrivare a una posizione di “accettazione radicale”. Il partner non tornerà ai tempi del corteggiamento (il love bombing ha caratteristiche peculiari di idealizzazione e per questo il rapporto in condizione di stabilità nel tempo perde tali caratteristiche); accogliere l’idea delle limitazioni della persona narcisista e cercare di non colludere con la sua narrativa, assumendo un punto di vista realistico, per evitare di essere il suo sacco da boxe emotivo.
Qualora, invece, si decida di allontanarsi e prendere le distanze definitivamente, è necessario pianificare attentamente l’uscita da una relazione narcisistica, in particolare se coniugale. Fondamentale il supporto psicoterapeutico, da parte di un professionista esperto, al fine di evitare colpevolizzazioni anche nel contesto di cura e quindi di essere di nuovo vittimizzati.
La terapia verterà nelle fasi iniziali sulla psico educazione relativa alla manipolazione e alle caratteristiche delle relazioni narcisistiche. In questo modo la vittima potrà alleggerirsi dalle proiezioni del partner e di smettere di prendere sul personale le sue accuse e recriminazioni.
In una seconda fase si avvierà l’elaborazione del lutto della relazione idealizzata e della persona che si era conosciuta all’inizio, nel periodo dell’innamoramento e del love bombing.
L’obiettivo della terapia sarà quello di condurre la persona a fidarsi di nuovo di sé, a sentire di essere degna e di valore.
Per un terapeuta è oltremodo gratificante vedere le persone, dopo il dolore dell’abuso psicologico, sbocciare ai propri talenti e al proprio potenziale.
La terapia online può essere indicata, così come i gruppi di supporto, per aumentare la validazione esterna e uscire dall’isolamento fisico e emotivo, cui inevitabilmente le relazioni manipolatorie conducono.
Per velocizzare il processo le vittime devono darsi il permesso di lasciare persone e situazioni non sicure e, con l’aiuto del terapeuta, trovare nuove risorse, finalmente credere in se stesse con una nuova consapevolezza, tenute per mano delicatamente e con attenzione.
