In Introduzione al narciscismo, Freud nel 1914 definì le caratteristiche del narcisismo come una modalità psicologica e psicopatologica.
Questo lavoro sarebbe stato soltanto, appunto , un’introduzione all’immensa mole di letteratura che su questo argomento sarebbe stata prodotta.
In estrema sintesi si può dire che in questo scritto Freud spiega le sue concezioni sulla malattia mentale, che si trovano sintetizzate nella famosa frase: L’egoismo accentuato protegge dalla sofferenza, ma infine bisogna cominciare ad amare per non ammalarsi.
Quando Freud parla di amore ed egoismo si sta riferendo non ai quotidiani rapporti affettivi, ma al rapporto tra l’Io e gli oggetti esterni, così come i termini sofferenza e malattia indicano un importante rapporto tra la capacità di un amore maturo, oppure una distorsione di tale piano.
Il mito di Narciso
Il mito di Narciso, a cui fa riferimento Freud, è quello delle Metamorfosi di Ovidio. Qui si narra che l’egocentrismo e la vanità di Narciso furono tali che, anche dopo la morte, egli si affacciò sulle acque del fiume Stige, sperando di poter ammirare ancora la propria immagine. Il narcisista mitologico veniva descritto per mezzo di questo simbolismo contenuto nel mito, come una persona che poteva avere un trasporto affettivo unicamente legato a se stesso e del tutto incurante degli altri. Ovvero un individuo che si trova e vive in uno stato di adorazione di sé, unito all’indifferenza che nega il bisogno degli altri.
Questa è la rappresentazione, non priva di forti connotazioni morali, che sin dai tempi di Freud viene sottesa dal termine narcisista, come persona con una centratura unicamente su di sé, con conseguente disinteresse per gli altri, altri che per questo motivo soffriranno. Proprio come nel mito l’odioso Narciso farà soffrire la ninfa Eco, fino a portarla alla morte. La sofferenza interiore del narcisista, invece, non è mai presa in considerazione, come se queste persone fossero assolutamente disumane. Se ciò, nei casi più gravi, può essere senz’altro vero, non lo è in una buona parte dei casi che si rivolgono a un terapeuta e hanno una loro trattabilità possibile, come indicato dal medico psicoterapeuta Luca Valerio Fabj.
Dorian Gray
Tornando all’Introduzione al narcisismo, il narcisista può essere paragonato al personaggio di Dorian Gray di Oscar Wilde, 1890: un famoso esempio letterario di questa condizione che verrà descritta da Freud in termini clinici. Dorian è un giovane di straordinaria bellezza, talmente affascinante che chiunque lo incontri ne resta conquistato. La sua bellezza è destinata a durare in eterno, perché al suo posto, per una sorta di patto diabolico, invecchierà il suo ritratto. Appare così appagato il desiderio estetico di godere della bellezza in quanto supremo ideale. Ma il mito della giovinezza è accompagnato nel protagonista da un fascino malvagio. Muoiono, a causa sua:
- la giovane innamorata, che si uccide perché abbandonata da Dorian;
- l’amico pittore ucciso in un eccesso di rabbia da Gray, in quanto considerato la causa di tutti i suoi mali;
- un altro uomo, coinvolto da Dorian nell’occultamento del cadavere dell’amico assassinato;
- molti altri, per causa sua, distruggono la loro reputazione.
Dorian Gray conduce la sua esistenza senza scrupoli morali. L’effetto delle sue colpe appare solo nel suo ritratto, nascosto alla vista di tutti. Nonostante questo potere non riesce ad essere felice ed è perseguitato da un cupo presentimento di morte, che l’accompagnerà fino a quando morirà, invecchiato di colpo, squarciando il dipinto nella convinzione di porre rimedio alle proprie sventure. Wilde ben descrive le dinamiche interiori della persona orientata in senso narcisistico: tutta rivolta all’apparenza, priva di senso morale, sostenuta solo dall’angoscia di morte e dalla pulsione aggressiva. Dunque un individuo che nasconde a se stesso la propria vera immagine, che non può vedere nella realtà, perché ciò distruggerebbe il suo divino senso di grandiosità, rendendolo un comune mortale, che, come tale, invecchia, imbruttisce e muore.
In ogni caso è merito di Freud che narcisismo sia divenuto in psicodinamica e in nosografica psichiatrica, dal 1914, un termine che indica un fenomeno patologico della psiche umana. Nella concezione originaria infatti con il temine Narcisismo, si definiscono aspetti differenti della psicologia normale e patologica, mentre come disturbo specifico della personalità sarà definito da Kernberg solo nel 1996.
